La confusione moderna
Sì. No. Forse.
Oggi è domani, domani era ieri.
Il tempo ha sbagliato binario, ma il treno è partito lo stesso.
Le persone si muovono, ma non vanno.
Le strade respirano, ma non portano.
Le vetrine sorridono — a chi, nessuno lo sa.
Unico, dicono.
Il locale, il drink, la foto, il filtro, il wow.
Qualcuno ride.
Forse è felice, o forse è solo connesso.
Poi — silenzio.
Un silenzio che suona come un allarme spento tardi.
E allora riparte tutto.
Lavoro, stress, corse, aggiornamenti, notifiche,
il mouse che si muove da solo come un piccolo animale domestico.
I pensieri in coda alle sei, con il badge in mano.
E poi ancora silenzio.
Circolare, instancabile, confuso.
No — non è vita.
È una simulazione che ha dimenticato il perché.
La vita, quella vera, forse è rimasta indietro,
sulla banchina del primo treno,
quella che nessuno ha preso perché pioveva.

Rispondi