Categoria: Quando l’Amore non basta
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CAPITOLO 9 Quando la scelta non è tua La mattina arrivò senza preavviso.Non per il cielo — che era limpido — ma per il modo in cui Mattia si svegliò: con la sensazione che qualcosa fosse già successo mentre dormiva. Al Castello, l’aria era diversa.Non più tesa. Attiva. Lo capì subito: troppa gente, troppe voci…
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CAPITOLO 8 La stanza dove non c’è nessuno Il laboratorio era vuoto quando Carlotta rientrò.Non era insolito, ma quella sera il silenzio aveva una qualità diversa, più netta. Come se qualcosa fosse stato appena spostato e l’aria non avesse ancora deciso dove posarsi. Appoggiò la borsa vicino alla porta. Non accese subito le luci.Restò ferma,…
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CAPITOLO 7 Il tavolo che non chiede accordi Il bar era vicino alla stazione, ma non aveva fretta.Vigevano, lì, perdeva la sua compostezza monumentale e diventava pratica: treni che arrivano, che partono, voci che non si trattengono. L’odore era quello del caffè versato troppe volte e del metallo caldo dei binari. Un luogo di passaggio…
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CAPITOLO 6 Il laboratorio dove le cose parlano Il laboratorio di Carlotta non aveva nulla di affascinante.Era ricavato da un ex magazzino, appena fuori dal centro, in una zona dove Vigevano perdeva la sua compostezza e si concedeva superfici più ruvide. Serrande a metà, muri senza storia, marciapiedi che non chiedevano attenzione. Dentro, però, tutto…
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CAPITOLO 5 Le case che non proteggono La casa non era lontana dal centro, ma sembrava appartenere a un’altra Vigevano.Mattia ci arrivò a piedi, seguendo strade che conosceva senza mai averle davvero guardate. Case basse, cortili interni, finestre sempre un po’ chiuse. L’odore era diverso: meno pietra, più vita trattenuta. Detergenti, cibo cucinato presto, umidità…
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CAPITOLO 4 Le stanze in cui si impara a stare Il Castello, quando il lavoro procedeva bene, diventava quasi invisibile.Non perché sparisse, ma perché smetteva di opporsi. Le pareti accettavano le mani, gli strumenti trovavano il loro posto, il tempo rallentava fino a diventare misura. Mattia osservava Carlotta lavorare da giorni.Non con curiosità. Con attenzione.…
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CAPITOLO 3 La responsabilità delle crepe La crepa non si allargò.Fece qualcosa di peggio: cambiò direzione. Mattia se ne accorse alle nove e dodici, quando la luce entrò dalla finestra alta con un’angolazione diversa dal solito. Non era un’intuizione improvvisa; era il risultato di un’abitudine. Guardare ogni mattina lo stesso punto, come si guarda un…