
Sentii la notte dileguarsi.
La mia anima posarsi nel sonno
e dormire sui sogni.
Sentii l’energia progredire,
e la quiete adattarsi alle scene.
Sentii me stesso
nell’adeguatezza del tempo.
Scorrevo come lui,
volteggiando nel vuoto
di un momento che, temporaneo,
sussurrava:
estraneo.
“Scrivere una poesia è come cercare ordine nel caos, prendere dal movimento solo il fermo.
È andare controcorrente, sapendo di non sapere dove andare.”
Rispondi