Lascia che quel groviglio s’espanda,
lontano dagli affanni del mondo.
I segni sul volto narrano una vita,
un incessante percorso,
con macerie nell’anima,
residui d’esistenze intrecciate,
da spogliare con lenti passi
nel tempo sbiadito dell’avvenire.È già l’alba di un nuovo domani,
e ancora qui mi trovo, tra le onde,
nel placido mare di settembre,
dopo la tempesta dell’estate.
Così tutto si conclude,
come era cominciato:
nell’acqua che abbraccia il sole,
nel vento che accarezza il cielo,
nel sonno che conduce ai sogni, nel silenzio che esprime per me.

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