Dentro di me
In quell’abisso di istinti e fragile lucidità,
quando il sole febbrile d’agosto
mi rammenterà chi giace celato
nel riflesso sbiadito degli anni,
sepolto sotto pelle inaridita,
di tempo contorto come radici spezzate,
sorretto da giorni immobili,
mentre il silenzio soffoca dolcemente
gli attimi votati a speranze ormai spente.
Osservo il mondo perdere il suo splendore,
come l’anima disfatta scivola nell’oblio,
di vite che sfiorano l’infinito senza mai incontrarsi,
come il sole e la luna,
che si rincorrono invano per l’eternità senza mai trovarsi.

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