Confessione semplice

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Sai qual è la cosa più strana?
Che per molto tempo ho creduto che il buio fosse un luogo.
Una specie di casa abbandonata fatta di stanze da attraversare una dopo l’altra.

Aprivi una porta e trovavi un’altra porta.

Poi un corridoio.

Poi un’altra stanza ancora.


E continuavi a camminare.
Con la sensazione che da qualche parte dovesse esistere un’uscita.


Oggi, invece, penso che il buio non sia un luogo.
Penso che sia un travestimento.


Un composto silenzioso costruito dalle nostre paure. Una tela stesa davanti agli occhi per impedirci di vedere che il sole, in realtà, non è mai andato via.


È sempre stato lì.


Siamo noi che, a volte, dimentichiamo dove guardare.
Ci sono giorni in cui questa consapevolezza arriva piano.
Non come una rivelazione.
Non come un miracolo.
Arriva come arrivano certe mattine d’inverno, quando la luce entra dalla finestra e ti accorgi che la notte se n’è andata senza fare rumore.
E allora capisci una cosa.
Capisci che ogni fine che hai temuto non era la fine.
Era soltanto un passaggio.
Un tratto di strada.
Un tempo necessario.


Perché spesso ciò che chiamiamo destino non è altro che una paura a cui abbiamo dato un nome troppo importante.


E quando quella paura smette di comandare, qualcosa cambia.
Non fuori.
Dentro.
Ti guardi attorno e scopri che il mondo è rimasto dov’era.


Gli alberi.


Le persone.


Le stagioni.


Persino i sogni.


Sei tu che sei diverso.
E forse la speranza assomiglia proprio a questo.
Non alla certezza.
Non alla vittoria.
Ma allo stupore.
A quel momento preciso in cui resti fermo, quasi incredulo, e ti senti come un bambino che ha appena imparato una verità semplicissima.


Che il mondo non finisce al tramonto.


Che dopo il tramonto esistono le stelle.


E dopo le stelle arriva ancora il mattino.


E che la meraviglia, in fondo, non è altro che questo:
ricominciare ad amare la vita senza avere più bisogno di sapere come andrà a finire.

Dedicato a quel tempo in cui la paura era più familiare di un sorriso e la speranza aveva dimenticato la strada di casa.

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