Non ho bisogno di ali
Sai,
a volte penso che esisti come esiste la luna.
Passa la notte a sottrarsi.
Scivola dietro veli di nubi, dietro orizzonti che sembrano muri, dietro l’illusione di poter sparire.
Eppure nessun cielo ha mai smesso di appartenerle.
Tu sei così.
Ti allontani dai miei occhi e continui a restare.
Abiti le cose più impensate.
Un pensiero lasciato a metà.
Una frase che cerca una destinataria.
Il silenzio improvviso fra due battiti.
È così da sempre.
Provo a fingere di essere più resistente dell’amore.
Ma crollo.
Crollo ogni volta.
Come cede la neve quando arriva marzo.
Come cede una diga al peso dell’acqua che ha trattenuto troppo a lungo.
Amarti è una luna in una notte senza nuvole.
Non deve comparire.
Non deve dimostrarsi.
Non deve vincere il buio.
È il buio che le gira intorno.
Ti guardo
e qualcosa dentro di me smette di difendersi.
Ti ascolto
e il mondo perde consistenza.
Le urgenze arretrano.
I rumori si sbriciolano.
Perfino il tempo sembra trattenere il respiro.
Poi arrivano quei tempi compressi in cui non ci sei.
Minuti incandescenti.
Ore strette come stanze senza finestre.
E allora ti cerco.
Non nei luoghi.
Nel tempo.
Fra le pieghe invisibili dell’attesa.
Nelle parole che non consegno a nessuno.
Nei gesti che restano incompiuti perché sei tu il loro approdo.
E senza di te nulla regge.
Non il giorno.
Non la notte.
Non questa fragile impalcatura che chiamo equilibrio.
Ovunque
Come danzano gli angeli?
In volo?
O con i piedi feriti dalla terra?
Forse l’amore è proprio questo:
portarsi addosso il cielo senza smettere di attraversare la polvere.
Io però una risposta ce l’ho.
Una soltanto.
Non ho bisogno di ali per volare.
Ho te.

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