Perché alcune cose possono essere dette solo piano.
L’ultima luce del palazzo
Quando quasi tutte le finestre si sono spente, ce n’è sempre una che resta accesa.
Una soltanto.
Piccola.
Lontana.
Come se avesse dimenticato l’orario del sonno.
La guardo spesso.
E ogni volta immagino una storia diversa.
Forse qualcuno sta terminando una lettera.
Forse sta leggendo l’ultima pagina di un libro che non vuole lasciare andare.
Forse sta semplicemente seduto in silenzio, con un pensiero tra le mani.
Mi piace perché quella luce sembra una forma di resistenza gentile.
Non contro la notte.
Ma contro l’idea che tutto debba finire in fretta.
Anche noi, a volte, siamo quell’ultima finestra.
Quando continuiamo a credere in qualcosa che gli altri hanno smesso di aspettare.
Quando custodiamo un affetto che il tempo non è riuscito a consumare.
Quando restiamo fedeli a una promessa fatta al nostro cuore.
La notte conosce bene queste fedeltà silenziose.
Le raccoglie.
Le protegge.
Le nasconde tra le stelle fino all’arrivo del mattino.
Una candela
non illumina il mondo.
Eppure basta
a tenere lontano il buio
da una stanza.
Forse anche il cuore
lavora così.
Mentre il giorno chiude lentamente gli occhi, non pensare a ciò che non hai raggiunto.
Pensa a ciò che hai custodito.
Alle persone che continui ad amare.
Ai sogni che non hai tradito.
Alle piccole luci che hai protetto dal vento.
Sono loro che ti hanno portato fin qui.
Sono loro che continueranno a indicarti la strada quando tutto sembrerà troppo distante.
Sussurro
Non siamo fatti di ciò che abbiamo ottenuto. Siamo fatti di ciò che, nonostante tutto, abbiamo continuato ad amare.
Buonanotte. 🌙

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