Perché alcune cose possono essere dette solo piano.
Dove si rifugiano i nostri giorni
C’è un momento, poco prima che il sonno ci prenda per mano, in cui il giorno smette di appartenerci.
Non è più fatto di orari, impegni, telefonate o passi frettolosi.
Diventa qualcos’altro.
Un insieme di piccoli frammenti che il cuore sceglie senza chiedere il nostro permesso.
È curioso.
Di un’intera giornata non ricorderemo tutto.
Forse soltanto il modo in cui qualcuno ci ha guardati.
Una frase arrivata al momento giusto.
Il profumo del caffè che usciva da una finestra aperta.
Il vento che ha spettinato un sorriso.
Una mano sfiorata per un istante.
La vita ha un modo tutto suo di scegliere ciò che vale la pena conservare.
Non raccoglie gli avvenimenti.
Raccoglie le emozioni.
Per questo ci capita di dimenticare interi anni e ricordare con una precisione quasi dolorosa un pomeriggio qualunque.
Una luce.
Una voce.
Un silenzio condiviso.
Forse siamo fatti molto meno di ciò che abbiamo vissuto e molto di più di ciò che ci ha commossi.
La notte lo sa.
Per questo, quando tutto tace, ci restituisce quei frammenti con una dolcezza che il giorno non possiede.
Li posa accanto a noi come si appoggia una coperta sulle spalle di chi ha freddo.
E senza accorgercene, ci addormentiamo stringendo ricordi che credevamo perduti.
Il vento
non porta via tutto.
Qualcosa resta sempre
aggrappato ai rami.
Forse è così
che sopravvivono
i giorni felici.
Se questa sera hai la sensazione che il tempo stia correndo troppo in fretta, fermati soltanto un momento.
Non chiederti quante cose hai fatto.
Chiediti quali ti hanno fatto battere il cuore.
Sono quelle che domani continueranno a camminare con te.
Le altre, piano piano, diventeranno soltanto calendario.
Sussurro
La vita non ci rimane dentro per il tempo che abbiamo vissuto. Ci rimane dentro per l’amore con cui abbiamo attraversato un istante.
Buonanotte. 🌙

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