Perché alcune cose possono essere dette solo piano.
Le cose che ci somigliano
A quest’ora le case sembrano respirare.
C’è un bicchiere lasciato sul tavolo.
Un libro rimasto aperto a metà.
Una coperta piegata con poca attenzione.
Sono dettagli così piccoli che il giorno non li vede nemmeno.
La notte, invece, sì.
Li osserva uno a uno.
E forse è proprio da loro che impara a raccontare chi siamo.
Perché, se ci pensi, anche noi lasciamo tracce ovunque.
Nel modo in cui chiudiamo una porta.
Nel tempo che dedichiamo ad ascoltare qualcuno.
Nella gentilezza con cui pronunciamo un nome.
Perfino il nostro silenzio assomiglia a noi.
Ci sono persone che entrano in una stanza e portano pace.
Altre che portano allegria.
Altre ancora un senso di protezione che non si riesce a spiegare.
È questo che rimane.
Non ciò che abbiamo detto.
Ma ciò che gli altri hanno sentito quando erano accanto a noi.
Forse l’amore nasce proprio lì.
Non nelle promesse.
Ma nell’aria che cambia quando arriva una persona capace di farci sentire accolti.
E il cuore, quando incontra quella presenza, smette finalmente di difendersi.
Perché ha riconosciuto qualcosa.
Non un volto.
Non una voce.
Ma un modo di esistere.
La notte custodisce queste scoperte.
Le avvolge nel silenzio affinché non si rompano.
Perché sa che le cose più preziose hanno bisogno di delicatezza.
Non di rumore.
Il cielo
non trattiene
gli uccelli.
Li lascia andare.
Eppure,
ogni volta,
conserva
la direzione del loro volo.
Se questa sera stai pensando a qualcuno, non chiederti quanto tempo sia passato dall’ultima volta che vi siete parlati.
Chiediti soltanto come ti senti quando il suo ricordo attraversa il tuo cuore.
Perché ci sono persone che non occupano i nostri giorni.
Occupano la parte più luminosa di ciò che siamo diventati.
Sussurro
Il dono più grande che possiamo lasciare a qualcuno è un cuore che, pensando a noi, impari ancora a sentirsi al sicuro.
Buonanotte. 🌙

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