Perché alcune cose possono essere dette solo piano.
Il silenzio che sa il tuo nome
La notte ha un modo tutto suo di entrare nelle stanze.
Non apre porte.
Non fa rumore.
Si appoggia lentamente ai muri, sfiora le tende, si siede accanto alle lampade ormai spente.
E, senza che ce ne accorgiamo, rende tutto più sincero.
Forse è per questo che certe verità arrivano soltanto adesso.
Quando non c’è più nessuno da convincere.
Quando il giorno ha smesso di chiederci di essere forti.
Quando possiamo finalmente essere soltanto noi.
Mi sono sempre chiesto perché alcune persone riescano a calmarci anche in silenzio.
Poi ho capito che il cuore non ascolta soltanto le parole.
Ascolta la pace.
Ci sono presenze che non riempiono gli spazi.
Li rendono abitabili.
Come una finestra aperta in una casa che aveva dimenticato il profumo dell’aria.
Come una musica lontana che non invade il silenzio, ma lo accompagna.
Forse amare significa anche questo.
Diventare il luogo in cui qualcuno può togliersi il peso della giornata senza aver paura di essere giudicato.
Un luogo dove non servono spiegazioni.
Dove anche le fragilità possono sedersi senza sentirsi fuori posto.
È una forma di tenerezza che non cerca riconoscimenti.
Esiste.
E basta.
Come esistono gli alberi che fanno ombra senza sapere chi si fermerà sotto i loro rami.
La notte ama queste persone.
Perché sono simili a lei.
Non chiedono di essere guardate.
Chiedono soltanto di poter custodire.
Il vento
non trattiene
le foglie.
Le accompagna.
E nel lasciarle andare,
insegna agli alberi
che anche la dolcezza
può avere il coraggio
di aprire le mani.
Se questa sera hai trovato anche una sola persona davanti alla quale non hai dovuto fingere di stare bene, ringrazia la vita.
Sono incontri rari.
Non perché siano perfetti.
Ma perché ci ricordano che esiste ancora un posto dove il cuore può riposare senza avere paura.
Sussurro
L’amore più profondo non ti chiede di diventare qualcuno. Ti abbraccia nel momento esatto in cui hai il coraggio di essere te stesso.
Buonanotte. 🌙

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