Te lo scrivo di notte

·

Perché alcune cose possono essere dette solo piano.

Le cose che imparano ad aspettarci

Mi sono sempre piaciute le case quando dormono.

C’è qualcosa di profondamente umano nel modo in cui custodiscono il silenzio.

Una poltrona rimasta leggermente spostata.

Un libro chiuso con un segnalibro tra le pagine.

Una tazza lasciata sul tavolo che domani ritroveremo esattamente dove l’abbiamo dimenticata.

Niente ha fretta.

Ogni cosa sembra aver capito che esiste un tempo per correre e un tempo per aspettare.

Forse dovremmo impararlo anche noi.

Passiamo la vita rincorrendo ciò che manca.

E quasi mai ci fermiamo a guardare tutto ciò che ci sta già aspettando.

Un affetto che non ha mai smesso di volerci bene.

Un sogno che ha avuto la pazienza di crescere insieme a noi.

Una parte del nostro cuore che continua a credere nella bellezza, nonostante le delusioni.

La vita, in fondo, non è soltanto ciò che inseguiamo.

È anche ciò che ci resta fedele.

Ciò che, sera dopo sera, continua ad accoglierci senza domandarci perché siamo arrivati così tardi.

Ed è una forma d’amore meravigliosa.

Perché soltanto chi ama davvero conosce l’arte di aspettare senza fare pesare l’attesa.

La notte costruisce questo miracolo ogni giorno.

Ci apre la porta.

Spegne il rumore.

E ci ricorda che esistono luoghi dove possiamo tornare senza dover chiedere il permesso.

Il cuore, forse, è nato proprio per questo.

Per avere sempre una casa da offrire a ciò che ama.


Una finestra

rimane aperta

anche dopo il tramonto.

Non aspetta il sole.

Aspetta

l’aria.


Se questa sera hai la sensazione di essere arrivato stanco fino alla fine del giorno, concediti una piccola gentilezza.

Ricorda che non tutto ciò che è importante corre verso di noi.

Le cose più vere hanno la pazienza delle radici.

Restano.

Ci aspettano.

E quando finalmente torniamo, ci accolgono come se non fossimo mai andati via.

Sussurro

L’amore più bello non è quello che ci rincorre. È quello che, in silenzio, continua ad aspettare il nostro ritorno senza smettere di credere in noi.

Buonanotte. 🌙

4 risposte a “Te lo scrivo di notte”

  1. Certe parole mi arrivano addosso come fossero già mie, come se qualcuno avesse messo in ordine quello che sento quando la casa tace e finalmente posso ascoltarmi. Mentre leggevo, mi sono ritrovato in quei piccoli oggetti che aspettano: la tazza lasciata lì, il libro a metà, la poltrona spostata di un niente. Sono dettagli che non giudicano, che non chiedono spiegazioni, che restano. E forse è questo che mi tocca: l’idea che anche nella mia vita ci siano cose — e persone — che continuano a esserci senza rumore.
    Mi ha colpito quella frase sul cuore che apre la porta ogni sera. È esattamente così che vivo certe notti: come un ritorno a casa, anche quando non so bene da cosa sto tornando. E mi fa bene pensare che non tutto ciò che conta corre verso di me; alcune cose semplicemente restano – come affermi tu – con la pazienza delle radici.
    Questo testo mi ha ricordato che l’amore più vero non è quello che fa scena, ma quello che aspetta. E che, nonostante tutto, ho ancora un posto dove posso tornare senza chiedere permesso — quel posto, è dentro di me, nel mio cuore. Buonanotte a te e grazie per questo tuo scritto più che mai carezzevole.

    1. Ci sono commenti che sembrano nascere dallo stesso luogo da cui è nato il testo. Il tuo è uno di quelli.

      Esistono presenze che non hanno bisogno di farsi notare per continuare ad amarci. Restano. In silenzio. E proprio per questo diventano il punto fermo a cui tornare quando tutto il resto si muove.

      Mi ha emozionato leggere che quel luogo, alla fine, lo hai riconosciuto dentro il tuo cuore. Credo sia uno dei viaggi più difficili che un essere umano possa compiere,accorgersi che la casa che ha cercato per tanto tempo, in fondo, lo stava aspettando dentro di sé.

      Grazie per aver condiviso una parte così autentica della tua notte. Le tue parole, questa volta, hanno accarezzato anche la mia.

  2. Stessa modalità oggi, stesso pensiero, nonostante il tuo abbia per natura più poesia

    1. Grazie di cuore. Credo che la poesia non appartenga alle parole, ma allo sguardo con cui scegliamo di attraversare le cose. Ognuno la trova con la propria voce. La mia forse indugia un po’ di più sulle immagini, la tua ha la capacità di arrivare al cuore con una naturalezza che non ha bisogno di cercare effetti. E, alla fine, è proprio questo che conta quando due sensibilità si incontrano, non importa quanto siano diverse, perché stanno già camminando nella stessa direzione.

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