Te lo scrivo di notte

·

Perché alcune cose possono essere dette solo piano.

Ancora cinque minuti

A volte la parte più bella della giornata comincia quando dovrebbe essere già finita.

La luce è spenta.

Non si vede quasi nulla.

Due persone sono sdraiate vicine e una delle due dice:

“Dormi?”

“No.”

E allora succede.

Una frase ne chiama un’altra.

Un ricordo appare senza essere invitato.

Qualcuno ride cercando di farlo piano.

Poi arriva una confidenza che durante il giorno non avrebbe trovato il coraggio di uscire.

È strano quanto diventino sincere le parole quando non possiamo guardarci negli occhi.

Forse il buio ci rende meno vulnerabili.

O forse accade il contrario.

Ci permette finalmente di esserlo.

Non vediamo l’espressione dell’altro.

Non possiamo controllare la nostra.

Rimangono soltanto due voci.

E tutto ciò che durante il giorno abbiamo protetto comincia lentamente a slacciarsi.

“Sai cosa mi fa paura?”

“Posso dirti una cosa che non ho mai detto a nessuno?”

“Ti ricordi quella volta?”

Poi una risata.

Una pausa.

E magari una mano che cerca l’altra senza bisogno di interrompere il discorso.

Sono conversazioni che non hanno niente di straordinario.

E proprio per questo, anni dopo, possono diventare indimenticabili.

Perché l’intimità non nasce sempre dalle grandi confessioni.

A volte nasce alle due del mattino, mentre qualcuno racconta una sciocchezza e noi vorremmo che non arrivasse mai il momento di dire:

“Adesso dormiamo.”

Forse amare una persona significa anche desiderare di conoscerne i pensieri inutili.

Quelli che non cambieranno il mondo.

Quelli che non racconterebbe a una cena.

Le paure un po’ stupide.

I sogni improbabili.

Le storie dell’infanzia raccontate male.

Tutte quelle piccole cose che non servono a sapere chi è.

Servono a sentirla.

Due voci

nel buio.

Nessun volto.

Nessuno sguardo.

Eppure

non sono mai state

così vicine.

Se questa sera qualcuno ti chiederà ancora cinque minuti, regalaglieli.

Anche se domani dovrai svegliarti presto.

Anche se la conversazione non porta da nessuna parte.

Ci sono minuti che l’orologio considera insignificanti e che il cuore, invece, conserva per anni.

Perché forse non ricorderemo cosa ci siamo detti.

Ma ricorderemo quella sensazione.

Il mondo intero fuori.

Noi dentro.

E nessuna fretta di lasciarci andare al sonno.

Ci sono persone con cui persino rimandare la buonanotte diventa un modo di amarsi.

Sussurro

Forse l’amore è anche questo: avere sonno, chiudere gli occhi… e continuare a parlare perché la voce accanto a noi è ancora più bella dei sogni.

Buonanotte. 🌙

2 risposte a “Te lo scrivo di notte”

  1. Credo siano quelle intimità più importanti di qualsiasi altra, è la conclusione della giornata insieme e credo non ci sia cosa più bella. Buonanotte a te 🌙

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