Perché alcune cose possono essere dette solo piano.
L’ultima persona del giorno
C’è un momento in cui il telefono smette di essere un telefono.
Diventa una piccola luce tra le mani.
Siamo già a letto.
La stanza è buia.
Gli occhi cominciano a stancarsi.
Eppure aspettiamo ancora qualche secondo.
Non una notizia importante.
Non qualcosa capace di cambiare la vita.
Soltanto un nome che appare sullo schermo.
A volte arriva una frase semplicissima.
“Sei ancora sveglio?”
Oppure:
“Dormi bene.”
Poche parole.
Talmente comuni che potremmo leggerle senza accorgerci di ciò che contengono.
E invece qualcuno, dall’altra parte della notte, poco prima di consegnarsi al sonno, ha pensato a noi.
Tra tutti i pensieri possibili.
Tra le cose accadute durante il giorno.
Tra le preoccupazioni per domani.
Per qualche istante ha scelto il nostro nome.
Mi sembra una forma di intimità meravigliosa.
Essere l’ultimo piccolo pensiero prima che qualcuno chiuda gli occhi.
Non significa essere la persona più importante del mondo.
Significa essere stati abbastanza importanti da arrivare fino al confine della sua giornata.
E forse l’amore vive molto più spesso in questi confini che nei grandi momenti.
Nel fammi sapere quando arrivi.
Nel non fare troppo tardi.
Nel buonanotte scritto quando il sonno sta già vincendo.
Persino in quel messaggio pieno di errori che ci fa sorridere perché capiamo che l’altra persona si stava addormentando mentre cercava ancora di parlarci.
Sono minuscole ostinazioni del cuore.
Piccoli modi per dire:
prima che questo giorno finisca del tutto, volevo ancora raggiungerti.
E allora una parola attraversa chilometri, muri, stanze buie.
Arriva.
Illumina per qualche secondo un volto.
Poi lo schermo si spegne.
Ma qualcosa rimane acceso.
Una parola
attraversa la notte.
Non fa rumore.
Non sveglia nessuno.
Trova soltanto
un cuore
ancora desto
e gli dice:
sono arrivato fin qui.
Questa sera, se senti il desiderio di dire buonanotte a qualcuno, fallo.
Non cercare una frase perfetta.
Non serve.
A volte dormi bene contiene molto più amore di cento dichiarazioni.
Perché significa:
spero che tu possa riposare.
Spero che niente ti faccia male stanotte.
Spero che domani ti ritrovi.
E, soprattutto, significa una cosa che quasi mai scriviamo davvero:
prima di chiudere gli occhi, mi sei venuto in mente.
Forse non esiste un posto più piccolo in cui abitare.
E nemmeno uno più tenero.
Sussurro
Tra tutte le persone incontrate in un giorno, ce n’è una che il cuore porta con sé fino all’ultimo istante di veglia. Se stanotte sei tu, forse qualcuno ti ha appena detto «ti amo» senza aver bisogno di scriverlo.
Buonanotte. 🌙

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