
Perché alcune cose possono essere dette solo piano.
Quello prima di andare
Ci sono abbracci che iniziano quando ci incontriamo.
E poi ce ne sono altri che arrivano alla fine.
Sono diversi.
Qualcuno ha già preso le chiavi.
La porta è aperta.
Ci siamo salutati.
“Ci sentiamo.”
“Vai piano.”
“Scrivimi quando arrivi.”
Poi succede qualcosa.
Uno dei due fa due passi.
Si ferma.
Si gira.
E torna indietro.
Soltanto per stringere ancora una volta l’altro.
Non era necessario.
Il saluto c’era già stato.
Le parole anche.
E forse è proprio per questo che quell’abbraccio contiene qualcosa di diverso.
Non appartiene all’educazione. Appartiene al bisogno.
È il corpo che, per un istante, si ribella alla fine di un momento.
Come se dicesse:
aspetta.
Non ancora.
Lasciami portare via un po’ più di te.
Mi commuovono le cose che facciamo dopo aver creduto di aver finito.
Un ultimo sguardo.
Una frase detta dalla porta.
Una mano alzata ancora una volta dal finestrino.
Voltarsi mentre ci si allontana per vedere se l’altro è ancora lì.
Sono piccoli tradimenti alla separazione.
Tentativi minuscoli di allungare qualcosa che il tempo ha già deciso di interrompere.
Forse l’amore vive moltissimo in questi secondi rubati.
Perché non sono programmati.
Non servono.
Non cambiano ciò che accadrà dopo.
Eppure li vogliamo.
Un minuto in più.
Un bacio ancora.
Aspetta, avevo dimenticato una cosa.
Spesso non abbiamo dimenticato niente.
Volevamo soltanto tornare.
Ancora una volta.
La porta
era già aperta.
Il saluto
era finito.
Poi due passi
indietro.
Un abbraccio.
E per qualche secondo
andare via
ha dimenticato
come si fa.
Questa sera pensa alle persone dalle quali fai fatica ad andare via.
Non necessariamente perché le vedi poco.
Forse proprio perché stare con loro possiede una qualità rara:
il tempo non pesa.
E quando arriva il momento di salutarsi, qualcosa dentro chiede sempre ancora un poco.
Non vergognarti di quel desiderio.
Viviamo in un mondo che ci insegna continuamente a non aver bisogno.
A essere autonomi.
A non voltarci.
E invece qualche volta voltarsi è bellissimo.
Significa che dietro di noi c’era qualcosa che meritava ancora uno sguardo.
Qualcuno che valeva due passi indietro.
Un ultimo abbraccio.
Cinque secondi sottratti alla fretta.
Perché non sempre ciò che prolunghiamo è qualcosa che non sappiamo lasciare.
A volte è semplicemente qualcosa che amiamo ancora troppo per lasciarlo andare senza un’ultima carezza.
Sussurro
Tra tutti gli abbracci, custodisci quello di chi era già andato via e poi è tornato indietro: per qualche secondo, ha scelto ancora te invece della strada.
Buonanotte. 🌙

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