Te lo scrivo di notte

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Perché alcune cose possono essere dette solo piano.

A volte diciamo cose senza sapere che qualcuno le sta conservando.

Una frase durante una conversazione.

“Da piccolo adoravo queste.”

“Quella canzone mi fa stare bene.”

“Non mi piace festeggiare il compleanno.”

“Prima di un viaggio non riesco mai a dormire.”

Le diciamo.

Poi continuiamo a parlare.

Per noi sono già passate.

Mesi dopo succede qualcosa.

Qualcuno ci porge proprio quella cosa.

Mette quella canzone.

Ci scrive la sera prima del viaggio.

Evita una festa che tutti avrebbero organizzato pensando di farci felici.

E noi rimaniamo per un istante immobili.

“Te lo eri ricordato?”

È una domanda piccola.

Ma dentro contiene una meraviglia enorme.

Perché in quel momento scopriamo che, mentre parlavamo, qualcuno non stava semplicemente aspettando il proprio turno per rispondere.

Ci stava ascoltando.

Davvero.

E una parte minuscola di noi è rimasta nella sua memoria.

Mi sembra una delle forme più intime della cura.

Ricordare i dettagli che non avevamo chiesto a nessuno di ricordare.

Non la data importante scritta sul calendario.

Le cose inutili.

Il gusto che scegliamo sempre.

La parte del film che ci commuove.

La parola che ci infastidisce.

Il nome di qualcuno che ci manca.

Il modo in cui preferiamo il caffè quando siamo stanchi.

Sono dettagli che non servono a niente.

Ed è proprio per questo che contano così tanto.

Perché qualcuno ha fatto spazio dentro di sé a qualcosa di noi che non era obbligato a conservare.

Forse essere amati significa anche diventare memoria nell’altro prima ancora di diventare ricordo.

Entrare piano nei suoi gesti.

Nel supermercato, quando vede qualcosa e pensa a noi.

In una libreria, quando sfiora una copertina che potrebbe piacerci.

In macchina, quando parte una canzone e per qualche secondo siamo lì senza esserci.

Non sapremo mai quante volte accade.

Quante volte il nostro nome appare nella mente di qualcuno senza raggiungerci.

Eppure accade.

Forse molto più spesso di quanto immaginiamo.

Una frase

detta per caso

cade nel cuore

di qualcuno.

Noi la dimentichiamo.

Lui no.

E mesi dopo

ce la restituisce

trasformata

in una carezza.

Questa sera pensa a chi conosce le tue piccole cose.

Non i grandi avvenimenti della tua vita.

Quelle parti minuscole che nessuna biografia racconterebbe.

Chi sa cosa ordinerai prima ancora che tu apra il menù.

Chi riconosce quando il tuo va tutto bene ha una voce diversa.

Chi conserva dettagli che persino tu avevi dimenticato di avergli affidato.

Custodisci queste persone.

Perché essere ascoltati mentre parliamo è prezioso.

Ma scoprire, molto tempo dopo, che qualcuno ci aveva ascoltati abbastanza da ricordare…

è sentirsi tenuti a mente.

E qualche volta il cuore non desidera essere al centro del mondo di qualcuno.

Gli basta sapere di avere un piccolo posto dove non viene dimenticato.

Sussurro

Forse uno dei modi più dolci di dire «ti amo» è ricordare una cosa che l’altro aveva dimenticato perfino di averti raccontato.

Buonanotte. 🌙

4 risposte a “Te lo scrivo di notte”

  1. Una semplice ma sentita dimostrazione di attenzione dal valore inestimabile

    1. Attenzione è una parola molto tua ti appartiene.

  2. I ricordi più significativi a volte stanno proprio dietro alle azioni più piccole, dietro ai dettagli! E con quelli si torna a vivere!

    1. Il tutto finale con quelli si torna a vivere è potente, vero su tutto realistico che condivido pienamente

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