Due volte al giorno

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Oggi è stato uno di quei giorni che bisognerebbe cancellare. Non dal calendario, ma dalla memoria. Dallo strascico che lasciano, dalla fatica di portarli con sé per tutta la vita.

Esistono episodi capaci di rallentare la tua esistenza, di appesantirla più di quanto vivere non faccia già da sé. Portare un dolore significa trattenerlo anche quando vorresti lasciarlo andare. Perché ciò che ti ferisce davvero non rimane distante, ma non ti resta neppure semplicemente accanto…entra dentro di te e diventa una costante.

Continua il suo lavoro in silenzio.

E se qualcuno mi chiedesse se il tempo possa mettere ordine in questo caos, risponderei che, in alcuni giorni, no. In altri riesci a non sentire soltanto il peso, ma anche tutto ciò che di luminoso è rimasto nei ricordi. E allora, per qualche istante, torni leggero, ma resti sempre aggrappato al quel fardello che devi portare.

Ma esistono giorni nei quali nulla di tutto questo è possibile. Giorni che non puoi aggiustare, spiegare o rendere meno dolorosi. Puoi soltanto viverli così come arrivano, lasciando che attraversino ogni parte di te.

Tanti anni fa feci una promessa…non avrei vissuto neppure un giorno della mia vita senza meritarmelo.

A quell’impegno con il destino ne aggiunsi un altro… avrei vissuto la mia vita due volte, ogni giorno. Una volta per te e una volta per me.

Per Giuditta, che il mondo ha divorato senza essere mai stato capace di comprenderne la grandezza.

Per un’amica, una sorella, una guida. Un consiglio quando non sapevo quale strada prendere. Una parola quando il silenzio sembrava non lasciare scampo.

Le stesse parole che oggi devo ricordare senza poterne più ascoltare il suono. Senza incontrarne la profondità nella tua voce. Senza poterne raccogliere il significato nell’istante in cui nasceva e trasformarlo, ancora una volta, in una direzione nuova dalla quale osservare il mondo.

Ci sono persone che se ne vanno e lasciano un vuoto.
Tu hai lasciato una misura diversa con cui guardare la vita.

Concludo con una tua frase, tatuata in ogni centimetro del mio sapere:

«Non esiste una misura per esistere. Esisti soltanto tu, e non c’è mai limite alla tua volontà


Oggi è stato uno di quei giorni impossibili.

Ma l’ho vissuto due volte.
Una per me.
Una per te.

Una risposta a “Due volte al giorno”

  1. Non dimenticheremo mai Giuditta e tu lo ricordi bene ogni volta.

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