Perché alcune cose possono essere dette solo piano.
Questa te la devo raccontare
Succede durante il giorno.
Qualcuno dice una cosa buffa.
Vediamo una scena assurda per strada.
Ci capita qualcosa di piccolo.
Niente che meriti di essere ricordato.
Eppure, immediatamente, pensiamo a una persona.
Questa gliela devo raccontare.
Poi continuiamo la giornata.
Lavoriamo.
Guidiamo.
Facciamo la spesa.
Rispondiamo a qualcuno.
Ma quella piccola storia rimane lì.
La conserviamo.
Come una moneta in tasca.
Aspetta soltanto di essere consegnata.
Mi sembra bellissimo che alcune persone abitino la nostra vita anche quando non ci sono.
Non come nostalgia.
Come destinazione.
Ci accade qualcosa e sappiamo già verso chi vorremmo portarla.
Una risata.
Una rabbia.
Una notizia.
Persino una sciocchezza.
Forse l’intimità più profonda non consiste nel condividere soltanto ciò che è importante.
È desiderare di raccontare a qualcuno anche ciò che non importa a nessun altro.
“Sai cosa è successo oggi?”
E cominciamo.
Magari raccontiamo male.
Ci perdiamo nei dettagli.
Diciamo nomi che l’altro non conosce.
“Aspetta, ma questo chi è?”
“Quello che ti dicevo l’altra volta.”
E continuiamo.
Perché non stiamo davvero consegnando una storia.
Stiamo consegnando un pezzo della nostra giornata.
È un modo per dire: non eri lì, ma avrei voluto che ci fossi.
Forse è per questo che, quando amiamo qualcuno, la nostra vita smette lentamente di essere soltanto nostra.
Ogni giorno raccogliamo piccole cose anche per lui.
Un pensiero.
Una fotografia.
Una frase sentita per caso.
Qualcosa che ci ha fatto ridere.
Qualcosa che ci ha fatto arrabbiare.
E senza accorgercene costruiamo un piccolo archivio invisibile:
cose da raccontarti quando ci vediamo.
Una risata
accade lontano.
Qualcuno
la mette in tasca.
La porta con sé
per tutto il giorno.
La sera
la consegna
a un’altra persona.
E ridono
in due.
Questa sera pensa a chi racconti le cose inutili.
Non soltanto i problemi.
Non soltanto le decisioni importanti.
Chi riceve le tue sciocchezze.
Le fotografie venute male.
Le storie che cominciano con non sai cosa mi è successo.
Le cose che probabilmente, tra una settimana, avrete già dimenticato.
Non sottovalutare quella persona.
Perché affidiamo le nostre ferite a chi ci fidiamo.
Ma la quotidianità la consegniamo a chi sentiamo parte della nostra vita.
Ed è una differenza enorme.
Un giorno potremmo dimenticare quasi tutte quelle storie.
Ma forse ricorderemo ancora la sensazione di avere qualcuno a cui raccontarle.
E capiremo che una delle fortune più grandi non era avere una vita straordinaria.
Era avere qualcuno a cui portare, ogni sera, anche la parte più ordinaria di noi.
Sussurro
Forse una delle forme più pure dell’amore è attraversare una giornata intera raccogliendo piccole cose, soltanto perché da qualche parte esiste qualcuno a cui non vediamo l’ora di raccontarle.
Buonanotte. 🌙

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