Te lo scrivo di notte

·

Perché alcune cose possono essere dette solo piano.

Perché ci sei tu

A volte facciamo una cosa un po’ meglio del necessario.

Sistemiamo il piatto prima di portarlo a tavola.

Mettiamo dritto un cuscino.

Cambiamo maglia all’ultimo momento.

Rileggiamo un messaggio prima di inviarlo.

Scegliamo la canzone invece di lasciare quella che capita.

Niente di importante.

Nessuno ci ha chiesto di farlo.

Eppure aggiustiamo un dettaglio.

Poi un altro.

Perché qualcuno vedrà.

Non il mondo.

Qualcuno.

E improvvisamente ci importa.

Mi affascina questa piccola trasformazione.

La presenza di certe persone non modifica soltanto ciò che proviamo.

Modifica la cura con cui facciamo le cose.

Se mangiassimo da soli, forse appoggeremmo tutto sul tavolo senza pensarci.

Ma sta arrivando qualcuno.

Allora prendiamo il bicchiere bello.

Spostiamo quella cosa che era rimasta lì.

Apriamo una finestra per cambiare l’aria.

Guardiamo la stanza come se, per qualche minuto, riuscissimo a vederla con i suoi occhi.

Non stiamo preparando una casa.

Stiamo preparando un incontro.

Ed è diverso.

Credo che alcune persone abbiano questo effetto sulla nostra esistenza.

Non ci chiedono di essere migliori.

Ci fanno venire voglia di esserlo.

Non per meritare il loro affetto.

Non per impressionarle.

È qualcosa di molto più semplice.

La loro presenza rende improvvisamente importante il modo in cui apparecchiamo un pezzo di vita.

E allora diventiamo più attenti.

Più delicati.

Persino più pazienti.

Come se il bene che proviamo avesse bisogno di uscire da noi e, non sapendo dove andare, cominciasse a sistemare le cose.


Una mano

sposta un bicchiere

di pochi centimetri.

Poi guarda.

Lo sposta ancora.

Tra poco

arriverà qualcuno.

Il bicchiere

non sa

di essere diventato

una dichiarazione.

Ci sono persone davanti alle quali vogliamo apparire perfetti.

E poi ce ne sono altre con cui succede qualcosa di completamente diverso.

Vogliamo offrire il meglio che abbiamo.

Sono due cose lontanissime.

La perfezione ha paura di essere giudicata.

La cura desidera soltanto accogliere.

Una nasconde ciò che manca.

L’altra prende quello che c’è e prova a renderlo più bello.

Forse è per questo che alcune presenze migliorano persino i luoghi.

Non perché portino qualcosa.

Perché siamo noi a guardarli diversamente quando sappiamo che dovranno contenerle.

La cucina diventa più calda.

La tavola sembra meno anonima.

Persino una passeggiata già fatta cento volte acquista dettagli che non avevamo mai notato.

Perché adesso la stiamo mostrando a qualcuno.

E questa sera penso che dovremmo avere molta cura delle persone capaci di provocarci questo.

Quelle che non ci fanno sentire insufficienti.

Quelle davanti alle quali non dobbiamo diventare altro.

Quelle che, semplicemente esistendo nella nostra giornata, ci fanno venire voglia di metterci un po’ più di bellezza.

Perché non tutti gli incontri ci cambiano attraverso grandi avvenimenti.

Alcuni compiono qualcosa di molto più discreto.

Entrano nella nostra vita…

e noi, quasi senza accorgercene, cominciamo a sistemare meglio i bicchieri.

Sussurro

Ci sono persone che non cambiano la nostra vita chiedendoci qualcosa: arrivano, si siedono alla nostra tavola, e improvvisamente siamo noi ad avere voglia di rendere più bello tutto ciò che potrebbe sfiorarle.

Buonanotte. 🌙

2 risposte a “Te lo scrivo di notte”

  1. Ci sono testi che non si leggono soltanto: si ascoltano e questo è uno di quelli. Ti faccio un elogio sincero alla tua capacità di rendere poetica la quotidianità e di ricordarci che alcune presenze non cambiano la vita con grandi gesti, ma con la bellezza silenziosa dei dettagli che ci fanno sistemare meglio i bicchieri…

    1. Grazie infinitamente.

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