Categoria: Silenzio Fotografico
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Dove il mondo rinuncia a finire L’orizzonte è una lontananza che ha imparato a sembrare vicina. Lo guardo e non so decidere se separi il cielo dal mare o se li tenga insieme affinché nessuno dei due precipiti. È una linea senza materia. Non possiede spessore, non offre riparo, non conserva impronte. Eppure da sempre…
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Ciò che attende oltre di me Il cancello era aperto. Fu allora che compresi di essere io la serratura. Avevo trascorso anni a desiderare quel varco. Lo immaginavo come si immagina la salvezza: luminoso, definitivo, capace di restituirmi tutto ciò che la vita aveva sottratto senza chiedere permesso. Ora era davanti a me. Spalancato. Nessuna…
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La distanza aveva radici Ti vidi dall’altra parte di qualcosa che non esisteva ancora. Non era un albero. Gli alberi appartengono alla terra, accettano le stagioni, conoscono il mestiere quieto del ritorno. Quello cresceva dai nostri silenzi. Aveva radici conficcate nelle parole taciute e una chioma tanto alta da intercettare i giorni prima che riuscissero…
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L’angelo che aveva sete Non tutti gli angeli vengono a salvarci. Alcuni scendono soltanto per bere ciò che non abbiamo avuto il coraggio di vivere. Lei giace di traverso sul mondo, con le gambe affidate al cielo e il capo posato sopra una pietra che, sotto il suo peso, sembra imparare la tenerezza. Fra le…
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Dove il mio nome diventa luce Non so in quale vita ti abbia già amata. So che i tuoi occhi mi riconoscono con una nostalgia anteriore al tempo, come se avessero custodito il mio nome come se avessero vegliato sulla mia essenza prima che la voce sapesse chiamarmi. Tu non irrompi nel mio tempo. Ne…
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Quando la luna ebbe bisogno di una mano Non ero io a tentare di raggiungere la luna.Era la luna che, stanca del cielo, cercava una mano umana. Quella notte non esisteva la notte. Il cielo aveva smarrito le stelle, la terra terminava in una linea sottilissima e sotto quella linea cominciava qualcosa che non possedeva…
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La parte di cielo che mi è rimasta Il cielo non era lontano.Ero io ad avergli costruito intorno abbastanza muri da chiamarlo irraggiungibile. Li avevo innalzati lentamente. Una rinuncia sopra l’altra.Una paura accanto all’altra.Il silenzio usato come calce, le occasioni mancate come mattoni. Alla fine ne era venuta fuori una vita perfettamente abitabile. C’erano finestre,…
Il viaggio continua
Ogni pagina è un altro passo dentro le parole.
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