Categoria: Silenzio Fotografico
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Il cielo è ancora soltanto cielo.Le nuvole attraversano settembre senza colpa.Dietro ogni finestra, il tempo crede di avere tempo. Io guardo con la terribile conoscenza di chi viene dopo. Vedo l’ultimo istante in cui il mondo ignorava quanto in basso potesse cadere l’uomo. L’11 settembre non crollarono soltanto degli edifici. Crollò l’innocenza con cui pronunciavamo…
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La lingua sotterranea Sono entrato credendo di essere solo. La terra, sotto i miei passi, sapeva già il mio nome. Non so da quanto tempo lo custodisse. Era lì, mescolato alle foglie disfatte, al respiro umido della nebbia, alla pazienza di ciò che cade senza considerarsi perduto. Ho proseguito lentamente. Qui ogni presenza sale dal…
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C’è una parte di me che non sa annegare, perché ha vissuto troppo a lungo sott’acqua. L’ho portata ovunque senza sentirne il peso. Abitava sotto le parole che pronunciavo, nella piega composta dei miei gesti, dietro la calma con cui attraversavo i giorni. Non chiedeva di essere salvata. Aveva imparato a esistere senza fare rumore,…
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La profondità di ciò che non ho scelto Ogni strada comincia molto prima del primo passo: nel punto segreto in cui il desiderio avanza e la paura rimane indietro a pronunciare il mio nome. Cammino. Sotto i piedi la distanza possiede una consistenza ruvida, irregolare. Ogni pietra trattiene il peso di chi è passato e…
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Geografia del vuoto Il vuoto non mi circonda. Mi precede. È sempre stato qualche passo più avanti di me, vasto abbastanza da cancellare l’orizzonte e silenzioso al punto da farmi dubitare che una direzione sia mai esistita. Non ho coordinate. Nessun nord verso cui orientare le mie esitazioni, nessuna distanza da misurare, nessuna mappa capace…
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Ho attraversato così tanta distanza da non accorgermi che, in un punto senza nome, avevo smesso di pedalare e lasciato una parte di me ad attendere il mio ritorno. Ho appoggiato al muro ciò che rimaneva del viaggio: il fiato,la lontananza,le paure che non ero riuscito a condurre oltre. Poi sono rimasto immobile, lasciando che…
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Quello che la cornice non trattiene Tengo il mondo tra le mani come se bastasse una cornice per impedirgli di fuggire. Scelgo un confine, allineo l’orizzonte, lascio entrare soltanto ciò che riesco a comprendere. L’acqua, il cielo, una distanza abbastanza quieta da non ferirmi. Tutto sembra finalmente al proprio posto. Eppure le mie dita stringono.…
Il viaggio continua
Ogni pagina è un altro passo dentro le parole.
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